L’aquila di mare (Myliobatis aquila) è una delle razze più spettacolari del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale. Il suo nome evoca il volo, e non a caso: i suoi movimenti sinuosi e leggeri ricordano quelli di un rapace che plana nell’aria. Il corpo ha una tipica forma discoidale, più largo che lungo, e può raggiungere fino a 1,5 metri di apertura alare (ovvero da pinna a pinna) e oltre 2,5 metri di lunghezza complessiva. La testa è prominente rispetto al muso e la coda, lunga e sottile come una frusta, misura più del doppio del corpo. Su di essa è presente una spina velenosa, collegata a una ghiandola velenifera, che funge da arma di difesa. La pelle, liscia e ricoperta da un sottile strato di muco, rende il suo corpo scivoloso al tatto e contribuisce a ridurre l’attrito con l’acqua. Come le altre razze, possiede due grandi pinne laterali che si estendono come ali falcate. Sono leggermente arcuate e le consentono di nuotare con movimenti eleganti, quasi “volando” sott’acqua. È proprio questa somiglianza con il volo che le ha valso il nome scientifico e comune. L’aquila di mare è una specie costiera che vive nelle acque temperate del nord Atlantico e del Mar Mediterraneo, particolarmente comune nel Mar Adriatico. Ama gli ambienti poco profondi e spesso si muove vicino alla superficie, dove può essere avvistata mentre scivola lentamente sull’acqua. La sua presenza regala sempre uno spettacolo affascinante, tanto ai subacquei quanto a chi la osserva in mare aperto: un vero e proprio simbolo
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