Il corallo nero (Antipathella subpinnata e altre specie del genere Antipatharia) è un cnidario esapolipo che vive nei mari temperati e tropicali, incluso il Mar Mediterraneo, dove rappresenta una delle specie di corallo più particolari e meno conosciute. Lo si incontra soprattutto in zone profondamente sommerse, tra i 50 e i 500 metri di profondità, su fondali rocciosi e pareti scoscese dove le correnti sono costanti e portano nutrienti. Il nome “corallo nero” deriva dallo scheletro interno: una struttura cornea e robusta di colore scuro, quasi nero, che si rivela solo quando l’animale è morto o lo scheletro viene esposto. In vita, infatti, il corallo è ricoperto da un sottile strato di tessuto vivente che può assumere colorazioni chiare, come bianco o giallastro. Le colonie possono raggiungere dimensioni notevoli, formando ramificazioni ad albero alte anche 1,5–2 metri, rendendolo uno degli ottocoralli più grandi del Mediterraneo. I polipi del corallo nero sono piccoli e dotati di sei tentacoli, con cui catturano le particelle di plancton sospese nell’acqua. Non possiede zooxantelle simbionti, a differenza dei coralli tropicali costruttori di barriera, e si nutre quindi esclusivamente attraverso la predazione. La riproduzione avviene sessualmente: i polipi rilasciano gameti in acqua e la fecondazione porta alla formazione di larve planule, che, dopo un periodo di vita planctonica, si insediano sul substrato e danno origine a nuove colonie. Essendo un organismo a crescita estremamente lenta (pochi millimetri all’anno) e raggiungendo la maturità sessuale dopo decenni, il corallo nero è molto vulnerabile allo sfruttamento. Questa specie ha avuto un grande valore storico e commerciale: il suo scheletro nero e lucente veniva infatti utilizzato in gioielleria e per la realizzazione di oggetti ornamentali, al pari del corallo rosso. Tuttavia, la pesca intensiva ha ridotto drasticamente le popolazioni e oggi il corallo nero è una specie protetta in gran parte del Mediterraneo, con regolamenti molto rigidi che ne vietano la raccolta. Oltre al suo valore estetico, il corallo nero svolge un ruolo fondamentale come ingegnere dell’habitat, offrendo riparo e substrato a numerosi organismi, tra cui pesci, crostacei e invertebrati bentonici. La presenza di queste colonie contribuisce ad aumentare la biodiversità delle scogliere profonde e degli ecosistemi marini oscuri.
Ragione sociale: Associazione Progetto Mare
Partita iva: 05093110822
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Foto Credits © Santo Tirnetta
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