La Cratena peregrina è uno dei nudibranchi più eleganti e spettacolari del Mar Mediterraneo, dove è particolarmente diffusa, ma si trova anche nell’Oceano Atlantico orientale, lungo le coste portoghesi e nelle isole atlantiche come le Azzorre e Madeira. Predilige fondali rocciosi ben illuminati, ricchi di colonie di idroidi dei quali si nutre, e vive generalmente tra pochi metri di profondità e i 40 metri. Il corpo è allungato e slanciato, semitrasparente con tonalità biancastre, che lascia intravedere gli organi interni. La sua bellezza è data soprattutto dalle cerata, lunghe e sottili estroflessioni cutanee che si dispongono sul dorso in file ordinate: queste possono assumere colorazioni vivaci che vanno dal rosso-arancio al violaceo, con apici blu elettrico o biancastri. La testa è caratterizzata da due lunghi rinofori, simili ad antenne, ricoperti da anelli sottili che funzionano come organi sensoriali, e da tentacoli orali molto evidenti. Come altri nudibranchi, la Cratena peregrina sfrutta un meccanismo difensivo davvero particolare: quando si nutre degli idroidi, è in grado di assimilare le nematocisti (cellule urticanti) delle sue prede senza rimanerne danneggiata. Queste cellule vengono immagazzinate nei cerata e riutilizzate a scopo difensivo, rendendo l’animale poco appetibile ai predatori. La colorazione sgargiante, inoltre, rappresenta un tipico caso di aposematismo, un chiaro avvertimento visivo che segnala tossicità o pericolosità. Le dimensioni sono relativamente contenute, raggiungendo al massimo i 4-5 centimetri di lunghezza, ma nonostante le ridotte proporzioni è molto appariscente e facilmente riconoscibile per chi pratica immersioni. Dal punto di vista riproduttivo, la Cratena, come tutti i nudibranchi, è ermafrodita simultanea: possiede sia organi maschili sia femminili e, durante l’accoppiamento, due individui si fecondano reciprocamente. Le uova vengono deposte in nastri biancastri e nastriformi, attaccati al substrato vicino alle colonie di idroidi che garantiranno cibo alle future larve. Dopo la schiusa, le larve trascorrono un periodo di vita planctonica prima di insediarsi sul fondo e trasformarsi in giovani nudibranchi.
Ragione sociale: Associazione Progetto Mare
Partita iva: 05093110822
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Foto Credits © Santo Tirnetta
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