Il riccio di mare comune (Paracentrotus lividus) è un echinoderma appartenente alla classe Echinoidea, diffuso nel Mar Mediterraneo e lungo le coste dell’Atlantico orientale, dal Portogallo fino alle Isole Canarie. Predilige fondali rocciosi, ma si rinviene anche su substrati detritici e nelle praterie di Posidonia oceanica, dalla superficie fino a circa 80 metri di profondità, pur preferendo zone poco profonde e ben ossigenate. Il guscio (o teca) ha forma globosa, raggiunge un diametro di circa 7 cm e presenta lunghe spine mobili che gli consentono di spostarsi e difendersi. La colorazione è variabile, con tonalità che spaziano dal rossastro al bruno, dal violaceo al verde oliva, adattandosi all’ambiente circostante. Nella parte inferiore del corpo si trova la bocca, detta lanterna di Aristotele, costituita da cinque robuste piastre dentiformi che l’animale utilizza per raschiare alghe, biofilm e detriti organici dal substrato. Il riccio è un erbivoro prevalente, ma può comportarsi da opportunista, nutrendosi anche di piccoli invertebrati. Questa specie mostra fotofobia: per ridurre l’esposizione alla luce solare, tende a ricoprirsi di alghe, frammenti di conchiglie e detriti, che trattiene mediante i pedicelli ambulacrali e le spine, mimetizzandosi e riducendo il rischio di predazione. La riproduzione avviene generalmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Le femmine depongono le uova in acqua, dove vengono fecondate dai maschi. Lo sviluppo è indiretto, con una fase larvale planctonica (echinopluteo) prima della metamorfosi.
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