La Caulerpa cylindracea, in passato nota come Caulerpa racemosa var. cylindracea, è un’alga verde appartenente alla famiglia Caulerpaceae e rappresenta una delle specie aliene invasive più diffuse e problematiche del Mar Mediterraneo. Originaria dell’Australia e dell’Oceano Indiano, è comparsa nel Mediterraneo negli anni ’90 e da allora ha colonizzato velocemente coste e fondali grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento e alla quasi totale assenza di competitori naturali. Quest’alga forma tappeti estesi che ricoprono grandi superfici di fondale, sia sabbioso che roccioso, spingendosi da pochi centimetri d’acqua fino a oltre 40 metri di profondità. È caratterizzata da un lungo stolone strisciante, dal quale si dipartono ciuffi di rametti cilindrici di colore verde brillante, che le conferiscono il tipico aspetto “a grappolo”. Cresce rapidamente e può invadere con facilità ambienti molto diversi tra loro, comprese le praterie di Posidonia oceanica, habitat fondamentali per l’ecosistema mediterraneo. Il successo ecologico della Caulerpa cylindracea è dovuto a diversi fattori: la crescita estremamente rapida, la capacità di rigenerarsi da piccoli frammenti, la produzione di sostanze tossiche che scoraggiano molti erbivori e la resistenza a condizioni ambientali variabili. Queste caratteristiche le permettono di sovrastare alghe autoctone e organismi bentonici, riducendo la biodiversità del fondale e modificando la struttura delle comunità marine. Dal punto di vista ecologico la sua presenza può alterare profondamente il funzionamento degli ecosistemi: la Caulerpa cambia il modo in cui i nutrienti vengono riciclati, modifica il comportamento degli animali che vivono sul fondo e può competere direttamente con la posidonia, danneggiandone la crescita e la capacità di rinnovamento. In alcune aree ha dato origine a vere e proprie “monocolture”, impoverendo gli habitat locali. La riproduzione avviene sia per via sessuata sia, più spesso, per frammentazione, un meccanismo che facilita enormemente la dispersione: anche un piccolo pezzo di alga può generare un nuovo individuo. Le correnti, le ancore, le reti e persino il passaggio degli animali possono contribuire a trasportare i frammenti su lunghe distanze. Sebbene sia una delle specie invasive più studiate del Mediterraneo, la sua gestione è complessa: la rimozione manuale è spesso inefficace, mentre il controllo biologico e la prevenzione della dispersione sono strumenti ancora in fase di sperimentazione. Nonostante ciò, monitoraggi costanti e buone pratiche di navigazione possono limitare l’espansione in nuove aree. Con il suo colore brillante e la crescita irrefrenabile, Caulerpa cylindracea è oggi uno dei simboli della trasformazione degli ecosistemi mediterranei, un esempio emblematico di come una specie introdotta accidentalmente possa modificare profondamente l’equilibrio di un mare già fragile e minacciato dai cambiamenti climatici.
Ragione sociale: Associazione Progetto Mare
Partita iva: 05093110822
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Foto Credits © Santo Tirnetta
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