Tra gli abitanti più insoliti del Mediterraneo c’è la Savalia savaglia, un antozoo coloniale che spesso viene confuso con le gorgonie per il suo aspetto ramificato. In realtà si tratta di un organismo molto particolare, con caratteristiche che lo avvicinano ai cosiddetti “coralli neri” tropicali. La sua colonia è sostenuta da un scheletro interno corneo che, privo del tessuto vivente, appare di un elegante nero ebano. Questo scheletro è formato da antipatina, una proteina che si dispone in strati concentrici. Spesso alla base è presente il residuo scheletrico di una gorgonia: è proprio da questo supporto che la Savalia inizia la sua crescita, rivestendolo progressivamente. Dal punto di vista biologico, la Savalia occupa una posizione particolare: mostra affinità sia con gli zoantari, a cui appartiene, sia con gli antipatari, i coralli neri tipici dei mari tropicali. Per questo motivo viene comunemente chiamata “falso corallo nero mediterraneo”. Questa specie è diffusa soprattutto nel Mar Mediterraneo, anche se non è facile incontrarla. Vive infatti a notevoli profondità, ancorata a fondali rocciosi e substrati duri, e solo raramente compare nelle zone accessibili ai subacquei ricreativi. La sua crescita è lenta ma costante e spesso la si trova in associazione con gorgonie, che utilizza come base per insediarsi. Un aspetto curioso della Savalia è il suo comportamento competitivo. I polipi che formano la colonia sono in grado di danneggiare altri organismi vicini, creando piccole aree necrotiche sui tessuti altrui. Col tempo, questo le permette di ricoprire interamente l’organismo ospite, assumendone la forma e garantendosi nuovo spazio vitale.
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